Guadalupe, un aiuto nel cammino verso Dio

Offriamo alcuni pareri sulla serva di Dio Guadalupe Ortiz de Landázuri e sulla sua fama di santità riferiti, alla presenza di un gruppo di giornalisti, dal direttore dell’ufficio delle cause di canonizzazione di fedeli dell’Opus Dei, dal postulatore della causa di Guadalupe e da una giovane avvocatessa messicana.

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Opus Dei - Guadalupe, un aiuto nel cammino verso Dio

In seguito al decreto recentemente emanato sulla eroicità delle virtù di Guadalupe Ortiz de Landázuri, alcuni giorni fa l’Ufficio Comunicazione dell’Opus Dei in Roma ha organizzato un incontro, riservato ai giornalisti, intorno alla figura e alla fama di santità di Guadalupe.

«Nell’udienza generale di ieri Papa Francesco ha parlato sulla speranza della santità e si è riferito ai santi quali testimoni e compagni e speranza nel cammino verso la santità. Assai spesso le persone ritengono che sia più facile diventare delinquenti che santi. Il Papa, però, ha detto che non è così, perché il Signore ci aiuta con la sua grazia. Penso che Guadalupe sia di grande aiuto nel cammino di santità, perché la sua figura è molto stimolante». Questo è l’inizio dell’intervento di Francesco Russo, sacerdote, direttore dell’Ufficio delle Cause dei Santi della prelatura dell’Opus Dei.

Guadalupe Ortiz de Landázuri è «un esempio ripetibile, perché la sua è stata una vita assolutamente normale. Guadalupe era una donna donata, devota, che cercava la forza esclusivamente nell’eucaristia, dimentica di se stessa per pensare agli altri», ha affermato Antonio Rodríguez de Rivera, sacerdote, postulatore della causa di canonizzazione.

Una donna di fede

Claudia Robles, messicana, di professione avvocato, ha detto che, pur non avendo avuto alcun rapporto personale con Guadalupe, l’ha potuta conoscere attraverso le tracce feconde da lei lasciate durante i sei anni vissuti in Messico, dal 1950 al 1956. Poi ha concluso: «Nel suo passaggio in Messico sono riflesse le virtù che sono state una sua prerogativa sino alla morte».

«È impressionante constatare la sua fede e la sua sicurezza davanti all’impossibile. Penso che abbia imparato da san Josemaría a sognare con i piedi per terra. Laureata in Chimica, pur avendo davanti a sé un futuro molto promettente in un’epoca in cui ben poche donne raggiungevano gli studi universitari – e ancor meno quelli scientifici –, con una grande fede in Dio e nel fatto che l’Opus Dei era volontà del Signore, Guadalupe partì per un paese sconosciuto, in un continente lontano, dove non conosceva nessuno, senza neppure poter contare su alcuna risorsa economica. Nel 1950 arrivò in Messico per darvi inizio al lavoro dell’Opus Dei».

Nei diversi interventi è stato messo in rilievo come, durante i sei anni in cui rimase in Messico, Guadalupe, insieme con altre persone, abbia portato avanti una serie di progetti: una residenza per studentesse universitarie a Città del Messico e una scuola-residenza, nella stessa città, che abilitava nell’area alberghiera: molte di quelle che ne hanno tratto beneficio provenivano dalle campagne di Michoacán. Inoltre si è lasciata coinvolgere nelle fasi iniziali della Scuola Chapultepec – a Culiacán – e nell’espansione dell’Opus Dei sia in altri stati della Repubblica del Messico che in vari Paesi del continente americano.

Le testimonianze raccolte intorno a Guadalupe dicono che insegnava a lavorare dando per prima l’esempio: era lei che cominciava a fare i lavori più pesanti. Guadalupe non era portata ai lavori domestici, eppure non era raro che si occupasse di pulire i pavimenti o di preparare piatti messicani, affinché le alunne non avessero nostalgia delle loro consuetudini. Confidava molto nella capacità delle persone e sapeva trasmettere la necessità di aiutare gli altri.

In meno di sei anni Guadalupe poté vedere l’inizio di questo suo sogno impossibile: nel 1956 – anche se non erano terminati i lavori edili e si dovevano fronteggiare tante difficoltà – Montefalco era già operativa. Da allora le attività che vi si svolgono non sono mai state interrotte e oggi è un centro di insegnamento e di abilitazione professionale e umana per ragazze e giovani, dal quale sono passate più di cinquemila alunne.

Tra le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione, viene messa in grande evidenza – secondo il postulatore – la sua intima gioia e la sua risata, conseguenze del suo rapporto con Dio.

Guadalupe, un aiuto che abbiamo in Cielo

Dal giorno della sua morte – hanno spiegato – molte persone hanno cominciato a chiedere favori e miracoli a Dio con la mediazione di Guadalupe. Sono state ricevute le descrizioni di favori provenienti da molti paesi: Spagna, Messico, Belgio, Italia, Portogallo, Lituania, Kenya, India, Venezuela, Ecuador, Guatemala, Portorico, Stati Uniti e Canada. Molte delle persone che hanno invocato l’aiuto di Guadalupe per i diversi tipi di necessità descrivono le grazie che hanno ricevuto attraverso la pagina web.

Il postulatore della causa ha spiegato che «esiste un presunto miracolo allo studio della Congregazione delle Cause dei Santi. Si tratta di un tumore della pelle (carcinoma), nei pressi di un occhio, che non poteva essere operato perché c’era il rischio di perdere la vista. Hanno invocato Guadalupe con molta fede e, in una notte, il tumore è scomparso».

Questa prodigiosa guarigione è stata studiata nella diocesi di Barcellona, dove sono state raccolte varie testimonianze; poi sono intervenuti due periti medici, che hanno verificato che la guarigione è stata totale e completa. Tutto questo, in atti processuali, è stato presentato alla Congregazione e ora deve essere studiato dai consulenti medici, che dovranno dire se si tratta o no di un fatto inspiegabile dal punto di vista medico. Se giungeranno a tale conclusione, i consulenti teologi dovranno stabilire se la guarigione si può attribuire all’intercessione di Guadalupe. Se così fosse, il caso potrebbe essere presentato ai cardinali e ai vescovi della Congregazione: «È un processo lungo, ma non si può fare a meno di essere molto prudenti», assicura il postulatore.

Molti santi?

Francesco Russo ha detto che forse alcune persone potrebbero sostenere che si stanno proponendo troppe cause di canonizzazione e che i santi sono già molti. Si può rispondere che i santi non saranno mai troppi e che – parafrasando ciò che diceva Papa Francesco nella sua recente udienza generale – siamo in compagnia di una folla di testimoni, e questo è bello perché, nella diversità dei santi, nessuno si sente solo, ma tutti ci sentiamo protetti e chiamati alla santità.

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Leggi la preghiera per chiedere favori attraverso l’intercessione di Guadalupe Ortiz de Landázuri.