Il Papa a Milano, le testimonianze dei fedeli

Tantissimi i membri dell’Opera che hanno accolto Francesco nella città ambrosiana durante la sua visita. Le loro parole raccontano la gioia di un incontro che fa storia.

Testimonianze
Opus Dei - Il Papa a Milano, le testimonianze dei fedeli

Qualcuno dice di avere toccato la storia con le proprie mani vivendo l’emozione del grande abbraccio di Milano a Papa Francesco, qualcun altro ha condiviso questa gioia anche con chi non c’era grazie a messaggi e fotografie. Numerosi fedeli dell’Opera hanno partecipato alla visita del Papa alla città ambrosiana, sabato 25 marzo. Dal Parco di Monza, dove un milione di persone lo ha accolto con gioia, allo stadio di San Siro. Una festa dilagante. «La storia hanno deciso di farla il milione di persone che si sono riversate nel parco di Monza. L’hanno fatta le famiglie e i bambini che correvano nel parco. L’hanno fatta i giovani che animavano il cammino e l’attesa dell’arrivo del Papa con canti e risate. L’hanno fatta gli anziani, seduti sul prato a condividere le loro esperienze – racconta Giulia che era lì presente -. E la storia l’ha fatta ancora una volta Francesco, portando un milione di fedeli a pregare insieme e a riflettere su quanto importante sia la vita di ciascuno di noi».

Bruno era proprio sotto l’altare. E racconta così l’attesa del Papa: «Mentre si avvicendavano i canti e le prove per la Messa, molta gente attorno a noi non perdeva tempo e recitava il Rosario. Attorno a noi i più esperti per tanti anni di Gmg avevano steso i loro grandi teli per occupare lo spazio d'erba, e lì trovavi magari ben tre generazioni: nonni, figli e nipoti, questi ultimi piccolissimi mentre dormono, i più grandi su un seggiolino portato per le ore di attesa. Oppure gruppi di giovani, non tutti magari abituali frequentatori di chiese. Non erano pochi i loro tatuaggi fantasiosi. Iniziata la Messa - ricorda Bruno -, non sono mancati momenti di commozione, nel vedere e sentirsi parte del Popolo di Dio, un popolo redento, sereno e pieno di pace, non una folla anonima. Siamo tornati a casa stanchi ma felici, dopo un giorno davvero memorabile. Dal telefono - racconta Bruno - arrivano messaggi di amici che non potremo incontrare ma che ugualmente vogliono far sentire la loro vicinanza: "Non riesco a venire alla Messa, ma sono davanti al Duomo a Milano. Abbiamo potuto ascoltare anche il discorso fatto al clero milanese, poi l'Angelus; e poi il passaggio, due volte, tra i fedeli (lo abbiamo potuto vedere: sono stati momenti molto emozionanti). E' valsa la pena stare quasi tre ore in piedi sotto al sole!". E poi i messaggi di chi è dovuto restare a casa: "Ho seguito tutto in tv, che emozione grande!!!"; "Anch'io purtroppo non sono riuscito a venire, ma vederlo è stato molto toccante!"».

Sul prato con coperte, fogli, pennarelli e trenini, proprio a ridosso delle transenne, c’era Elena con la sua famiglia. «Impossibile non sentire l'eco delle parole di san Josemaría, nel campus dell'università di Navarra, nell'omelia del Papa, che risuonava nel cielo sopra il parco di Monza: "È proprio all’interno delle nostre città, delle nostre scuole e università, delle piazze e degli ospedali che si compie l’annuncio più bello che possiamo ascoltare: Rallegrati, il Signore è con te!”. Siamo tornati a casa confermati nella nostra vocazione "ordinaria", come quella di Maria. Ma la frase della giornata che mi è rimasta più nel cuore è quella di mio figlio, di 6 anni: "Hai visto il Papa, mamma? Aveva gli occhi luccicanti! Quando lo guardo in tv non è così"!».

Adriana invece racconta dello spostamento di Francesco sulla papamobile dal Duomo al carcere di san Vittore. «Così i milanesi hanno avuto la possibilità di esprimere il loro affetto al Papa man mano che passava. Il fatto di poterlo vedere da vicino (e non dentro alla sua macchina chiusa, come ci sarebbe aspettati) ha dato grande gioia ai molti che, forse perché impossibilitati ad andare ai luoghi degli appuntamenti previsti perché anziani o per altri motivi, sono riusciti a vederlo». Adriana che era tra la moltitudine di persone racconta che qualcuno ha salutato Francesco affacciato alla finestra di casa o dell'ufficio e qualcun altro alla fermata del tram o dietro le transenne in attesa del suo passaggio. Tra loro anche tanti studenti. «In mezzo a tanti: "Viva il Papa!" gridati con tutto il cuore, applausi e sorrisi, Milano ha fatto sentire a Papa Francesco che non è solo e che qui al Nord preghiamo per lui».

Allo stadio di San Siro, l’abbraccio al Papa si colora di blu, di rosso e di verde: «Appena siamo scese alla fermata della metropolitana ci siamo uniti ai vari gruppi che si dirigevano verso lo stadio, eravamo una folla felice e variopinta con le nostre pettorine. L'emozione dei ragazzi era soprattutto entrare nello stadio dove giocano i loro campioni, ma è stata anche vedere riempirsi gli spalti di volti sorridenti e famiglie felici», racconta Monica. All’ingresso di Francesco, un boato seguito da applausi e sventolio di bandierine. Erano 80mila le persone presenti. «Tanti ragazzi seguivano attenti ciò che il Papa ci stava dicendo – aggiunge Monica -. Una catechista dietro di me ha distribuito ai suoi ragazzi foglietti e penne perché ciascuno prendesse appunti. E loro lo facevano con attenzione. Quando il Papa ad un certo punto, parlando ai genitori, faceva loro notare che i figli soffrono quando vedono la loro mamma che litiga con il papà, una bambina vicino a me ha urlato: "siiiiii..." Gli applausi che più volte hanno interrotto il suo discorso era il modo che avevamo per dire al Papa che condividevano, e volevamo impegnarci nelle sfide che ci lanciava».