Una madre innamorata di Dio

Giovanna ha 31 anni, insegna Lettere in una Scuola media di Catania ed ha alcune passioni dominanti: la famiglia, il lavoro… e l’Opus Dei.

Testimonianze

Come avere 31 anni, un marito, tre figli, un lavoro … e riuscire ad andare a Messa tutti i giorni?

"La formula è semplice: con un po’ di ordine e con tanto amore di Dio; l’applicazione comporta invece un costante esercizio della fortezza e della prudenza per decidere cosa è veramente importante e cosa è prioritario".

Da molti anni è soprannumeraria dell’Opus Dei e concilia il lavoro di insegnante con quello di moglie e di madre di tre bimbi. Il primo lavoro, il più impegnativo, ma anche il più appassionante e spesso divertente è quello del focolare domestico.

E allora, - Giorgia, 7 anni, piena di fantasia; Francesca, 5 anni, grande energia e Andrea, 2 anni, coccole-dipendente- trasformano la routine giornaliera in gioioso servizio e piacevole gioco.

"Ah, dimenticavo il figlio "più piccolo": mio marito Giovanni. Sì perché se è vero che ciascuno di noi due fa la sua parte insostituibile per la conduzione della vita familiare, anche lui ha bisogno delle mie attenzioni, così come del resto io delle sue. "Cerca Cristo, trova Cristo, ama Cristo". Sono queste le parole di San Josemaría che più mi aiutano ad affrontare le mille difficoltà della vita quotidiana. In questo clima di serenità i bimbi imparano ad avere piccole attenzioni alle cose di Dio; così la benedizione dei pasti (una gara di riflessi a chi la recita per primo) e le preghiere prima della nanna sono segnali dell’esistenza di un focolare luminoso e allegro. Tutto in piena libertà, è chiaro".

Ma Giovanna è mamma anche di tanti "figli di scuola", come ama definire i suoi alunni della terza media dove insegna. Così non è raro per lei, anche nei momenti liberi dal lavoro didattico, ricevere messaggi dai suoi alunni sul cellulare. Per cosa? Non certo per chiedere favori scolastici, ma per la necessità di dialogare con questa insegnante disposta all’ascolto.

Ma cosa ci vedono questi alunni nella loro prof. di lettere?

"Mi sono data come obiettivo di essere disponibile e comprensiva; inoltre so che ai miei alunni piace vedermi ben vestita e allora cerco di essere sempre a posto, in ordine ed elegante. Sì perché a tredici anni trovare una persona disponibile all’ascolto è fondamentale. Così, per le alunne, raccontare dei primi fidanzatini e delle drammatiche scelte del vestito per una festa diventa occasione di crescita umana e spirituale e non più tabù da evitare. Il tutto in la collaborazione con i genitori, che sono i primi educatori".

Educare al rispetto di se stessi, all’amore per il prossimo, è una premessa importante che predispone meglio allo studio approfondito di autori come Alessandro Manzoni e Giovanni Pascoli. Ecco l’obiettivo della Prof "con i piedi per terra e la testa in cielo", come diceva San Josemaría riferendosi a come dovevano essere i fedeli dell’Opus Dei.

"Ė chiaro che un atteggiamento sereno nel proprio lavoro porta inevitabilmente ad incontrare tantissime persone desiderose di scoprire la ricetta di tanta semplicità e, nello stesso tempo, di tanta dedizione. L’occasione, allora, per scambiare opinioni sui figli con le mamme, per invitarle ad un incontro su "Figli adolescenti e nichilismo", oppure ad un incontro sulla moda, quella buona, diviene strumento semplice di apostolato non diverso da quello dei primi cristiani. L’apostolato di amicizia che ti rende desiderosa di trasmettere agli altri la bellezza del dono della fede, che ciascuno di noi ha ricevuto. Come? Parlando della famiglia, dell’educazione dei figli, della libertà e dell’amore tra i coniugi…per poi approfondire il discorso su Dio e sulle tantissime ragioni che abbiamo per credere…nonostante il mondo sembri andare da un’altra parte. Ciascuno di noi, nel proprio lavoro quotidiano, può rappresentare un faro illuminante, una luce che aiuta gli altri a trovare il giusto cammino. La ricetta? una soltanto: l'amore! Per amore tutto diventa semplice da superare. Coprire l’ombelico non sarà più un dramma, ma una piacevole scelta. L’astensione da droga o alcool, un’affermazione gioiosa della voglia di vivere! Aiutare gli altri… un piacere. Tutto questo per Dio, per gli altri e per noi stessi".