Beato Álvaro: "Durante la Quaresima possiamo rendere più gradevole la vita agli altri"

Per la seconda domenica di Quaresima pubblichiamo un testo del beato Álvaro che ci spiega come i particolari di carità fraterna e di servizio verso gli altri possano aiutare a migliorare lo spirito di penitenza.

Testi di vita cristiana
Opus Dei - Beato Álvaro: "Durante la Quaresima possiamo rendere più gradevole la vita agli altri"

Seconda domenica di Quaresima

(Testo del 1° febbraio 1993, pubblicato in “Caminar con Jesús al compás del año litúrgico", Ed. Cristiandad, Madrid 2014, pp. 120-121).

Servire gli altri, preoccupandosi delle loro necessità spirituali e materiali, costituisce una delle pratiche di pietà cristiana tradizionali, che la Chiesa mette in primo piano soprattutto durante la Quaresima. In questo tempo liturgico, desidero che curiate in modo speciale – insieme a una maggiore esigenza nella preghiera e nella mortificazione – i particolari concreti di carità fraterna, come ci ha insegnato il nostro santo e amatissimo fondatore, «in modo che le nostre conversazioni non girino intorno a noi stessi, in modo che il sorriso accolga sempre i particolari spiacevoli, per rendere la vita gradevole agli altri»[1].

Inoltre vi chiedo – lo chiede a tutti noi la Trinità Beatissima – di cercare le occasioni per migliorare il nostro spirito di penitenza proprio nel servizio di coloro che ci stanno accanto, per un motivo o per l'altro, sia pure per pochi istanti: nella nostra vita familiare, in seno alle famiglie delle mie figlie e dei miei figli Aggregati o Soprannumerari, nella convivenza quotidiana con i colleghi e con i compagni di lavoro... In una parola, mettete in pratica il consiglio dell'Apostolo: portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo[2]. Nostro Padre ne parlava in questi termini: «Dovete metterci impegno, un impegno molto particolare nel rendere gradevole la vita agli altri, senza mortificarvi mai gli uni gli altri. Dicendo: cercherò di occuparmi io di qualche seccatura, pur di rendere più amabile il cammino divino degli altri»[3]. E aggiungeva: «Sappiate sopportare qualche noia allegramente e discretamente per rendere gradevole la vita agli altri, per rendere amabile il cammino di Dio sulla terra. Questo modo di fare è autentica carità di Cristo»[4].

In questo campo, figlie e figli miei, siate esigenti, attribuendo molta importanza alle piccole mortificazioni che rendono più lieto e amabile il cammino degli altri, vedendo sempre Cristo in loro, senza dimenticare che «un sorriso può essere, a volte, la migliore manifestazione dello spirito di penitenza»[5]. In tal modo i vostri piccoli sacrifici saliranno in Cielo in odorem suavitatis[6], come l'incenso che si brucia in onore del Signore, e si rafforzerà l'efficacia delle vostre preghiere per la Chiesa, per l'Opera, per le mie intenzioni.



[1] San Josemaría, Appunti di una meditazione, 13-IV-1954 (AGP, biblioteca, P01, IV-1963, p. 10).

[2] Gal 6, 2.

[3] San Josemaría, Appunti di una meditazione, 13-IV-1954 (AGP, biblioteca, P01, IV-1963, p. 12).

[4] Ibid , p. 11.

[5] San Josemaría, Forgia, n. 149.

[6] Ef 5, 2.