Beato Álvaro: "Il ritorno all'amicizia con Dio è la radice dell'autentica e più profonda gioia"

Pubblichiamo un testo del beato Álvaro che ci spiega perché curare con diligenza la Confessione sacramentale e perché la confessione dei peccati nel sacramento della Penitenza è sorgente di gioia.

Testi di vita cristiana
Opus Dei - Beato Álvaro: "Il ritorno all'amicizia con Dio è la radice dell'autentica e più profonda gioia"

III Domenica di Quaresima

(Testo del 16 gennaio 1984, pubblicato in “Caminar con Jesús al compás del año litúrgico", Ed. Cristiandad, Madrid 2014, pp. 122-124).

Il mio desiderio, figli miei, è che la vostra anima trabocchi sempre di gioia, e che la trasmettiate alle persone che vi stanno attorno. Però non dimenticate che la gioia è conseguenza della pace interiore – e dunque, della lotta di ognuno contro se stesso –, e che in questa battaglia personale la vera pace è inseparabile dalla compunzione, dal dolore umile e sincero per le nostre mancanze e i nostri peccati, che Dio perdona nel Santo Sacramento della Penitenza, dandoci oltretutto la sua forza per lottare con più impegno.

Figlie e figli miei, curate con diligenza la Confessione sacramentale [...], che è una delle Norme del nostro piano di vita; sforzatevi veramente di evitare in questo sacramento santo la routine o l'assuefazione; siate esigenti nella puntualità; preparatela con amore, chiedendo allo Spirito Santo le sue luci per andare alla radice delle vostre mancanze; stimolate la contrizione, senza darla mai per scontata; fate i vostri propositi e lottate per metterli in pratica, affidandovi sempre alla grazia soprannaturale, che produrrà meraviglie nella nostra anima, se non poniamo ostacoli alla sua azione.

Con questa rinnovata determinazione nel confessarvi meglio personalmente, lanciatevi senza tregua nell'apostolato della Confessione, tanto urgente in questo periodo della vita del mondo e della Chiesa. Con che forza lo predicava nostro Padre! «Il Signore si aspetta che siano molti a fare un buon bagno nel Sacramento della Penitenza! Ha preparato per loro un grande banchetto, quello delle nozze, quello dell'Eucaristia; l'anello dell'alleanza, della fedeltà e dell'amicizia per sempre. Vadano a confessarsi! [...]. Siano in molti ad avvicinarsi al perdono di Dio!»[1].

Il ritorno all'amicizia con Dio, interrotta dal peccato, è la radice dell'autentica e più profonda gioia, che tanti uomini e donne cercano affannosamente senza trovarla. Ricordatelo con santa audacia, figlie e figli miei, ai vostri parenti, ai vostri amici, ai vostri colleghi di lavoro, a tutte le persone con le quali avete rapporti, convinti che le grazie abbondanti [di questi giorni] [...], che stiamo celebrando in unione con la Chiesa universale, hanno la potenza di risvegliare le coscienze, smuovere i cuori al pentimento e la volontà ai propositi di conversione. Non interrompete per false prudenze o per rispetti umani quel carisma della Confessione che, secondo una frase del Santo Padre Giovanni Paolo II, distingue i membri dell'Opus Dei. Meditate spesso che l'amicizia con Dio – e, quindi, la pia accoglienza del Sacramento della Penitenza – è il punto di partenza indispensabile perché il vostro apostolato personale produca frutti concreti [...].

Ai miei figli sacerdoti, a tutti, voglio ripetere che dedichino molto tempo – tutto quello che possono – ad amministrare il perdono di Dio in questo Sacramento di riconciliazione e di gioia. Siate sempre disponibili ad assistere le anime. Cercate con passione – l'amministrazione del Santo Sacramento della Penitenza e la direzione spirituale sono tra le nostre “passioni dominanti" – la possibilità di aumentare il vostro lavoro nel confessionale. Proverete così la gioia del Buon Pastore, che esce in cerca della pecora smarrita e, quando la trova, se la mette in spalla tutto contento[2]. Rendete partecipi di questa gioia molti altri vostri fratelli nel sacerdozio, in modo che siano sempre di più coloro che amministrano la misericordia divina in questo Sacramento del perdono.



[1] San Josemaría, Appunti durante una riunione familiare, 6-VII-1974 (AGP, biblioteca, P04, 1974, vol. II, p. 214).

[2] Lc 15, 5.